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Palazzo Trigona-Rabugino

Il palazzo Trigona, situato in via S. Andrea 8, è stato costruito nel 1710 e il materiale utilizzato è stata la pietra calcarea. Vari e inopportuni interventi ne hanno però alterato l'originaria bellezza.

Dalle testimonianze di persone che da lungo tempo vivono in loco e dall'ingegnere Molluzzo, imparentato con l'attuale generazione della famiglia Trigona, si ha notizia che nel passato il portale in prosecuzione dei piedritti fosse sormontato da due teste di leoni che,  insieme ad altri due leoni ancora più sculturalmente vistosi, collocati all'interno del palazzo, furono asportati in tempi recenti.

Tale ipotesi è confortata, d'altra parte, dall'opera «De Frontespizi» dell'abate Dott. D. Giovanni·Amico, «Ingegnero» del regno di Sicilia per il Real patrimonio ed Architetto dell'Illustrissimo Senato della città di Trapani, dove al cap. VIII si legge: «sopra il frontespizio si aggiungono i pilastretti, per metterci sopra le statue; essi devono essere larghi quanto il sommo scapo del pilastro o colonna e devono cadere a piombo nell' elemento di sostegno». Ciò permette, vista la presenza dei pilastretti, di ritenere effettiva l'esistenza delle due teste di leoni.

Il portale del palazzo è sormontato, in posizione centrale, sopra il concio in chiave, dallo stemma della famiglia Trigona di Rabugino, in cui figura in rilievo un'aquila con le ali aperte, recante sul petto, scolpito, uno scudo con sopra inciso un triangolo equilatero, al cui vertice spicca il simbolo di una stella cometa. Da testimonianza attendibile sembra che il nome risulti essere di origine francese e sia rappresentato dal triangolo dalla cui etimologia greca, trigonon è derivato.

Lo stesso stemma risulta presente  nei palazzi di famiglia collocati a Siracusa e a Noto. Il portale, decisamente ampio nelle dimensioni nonostante la strada di accesso molto stretta, era in grado, nei secoli che furono, di accogliere una carrozza con il tiro di quattro cavalli.

Accanto allo scudo con lo stemma di famiglia, rilevati e collocati lateralmente, si distinguono due conchiglie che sembra stessero a simboleggiare la presenza nel palazzo, di una cappella consacrata, segno di prestigio e potere.

Nel basamento delle due colonne del portale sono scolpite due conchiglie sormontate e semiavviluppate da accenni di gigli.

Nella parte apicale del colonnato, appena al di sotto dei capitelli, si trovano rilevate altre due conchiglie sormontate da due infiorescenze simili a gigli capovolti. Fra il balcone e il portale sussistono, ben levigati, armoniosi e leggermente rilevati fregi ornamentali liberi.

La presenza diffusa dei gigli è una caratteristica di tutti i palazzi appartenenti a questa famiglia. Attualmente gli stemmi originali si trovano nel palazzo Trigona a Piazza Armerina e nella tomba di famiglia collocata nel cimitero della stessa città.