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Palazzo Bosio

Esempio di ricchezza e nobiltà, il palazzo Bosio fu fatto costruire nel primo trentennio del '600 da Giovanni Bosio, cavaliere di Malta, su preesistente edificio medioevale, indicato dalla tradizione popolare come il Palazzo di Berengario.

La costruzione, ad esclusione dei piani alti del lato Est, databile all'inizio del '600, è uno dei primi esempi di arte barocca siciliana assai semplice nelle sue forme ma è gradevole e ricca di motivi ornamentali che sembrano eseguiti tecnicamente a traforo, tanta è la loro finezza.

Presenta un'architettura simmetrica arricchita da sculture ornamentali costituite da volute e foglie di acanto, opera di maestranze qualificate, di cui altro esempio significativo, sia per stile che per tipologia, si riscontra solo nel Palazzo dei Frangipane in corso Vittorio Emanuele.·

Nel prospetto si aprono due maestosi portali: uno per l'accesso diretto al piano nobile e l'altro che immette in un ampio cortile, dove probabilmente erano allocate le scuderie e i magazzini di deposito. Due portali più piccoli riccamente decorati, che danno il senso di una favolosa ricchezza, dovevano ospitare i locali dell'amministrazione.

Nella parte superiore, il lato Ovest conserva la sua struttura originaria, mentre del lato Est è stato demolito e ricostruito negli anni '30 di questo secolo.

Tre lesene su alti basamenti terminanti con capitelli corinzi di ordine composito, dividono verticalmente il prospetto del lato Ovest in due parti.

Una parte accoglie il portale principale del palazzo, sormontato da cinque mensoloni che sorreggono il balcone su cui si apre il piano nobile, per concludersi nel fastigio dell'architrave dove è inserito lo stemma della famiglia; l'altra accoglie il portale più piccolo, di servizio, sormontato da una finestra di forma ellittica, al di sopra della quale quattro mensoloni sorreggono un balcone meno prezioso del precedente.

Il grandioso portale principale è ornato ai bordi esterni degli eleganti e raffinati piedritti, da volute raffiguranti foglie che s'avvolgono attorno ad un listello in rilievo ruotante a spirale; esso forma con il balcone superiore, incastrato in una cornice con elaborate decorazioni che riprendono i motivi del portale e sormontato da un timpano ad omega recante lo stemma di famiglia, un elegante pannello barocco che domina sulla Piazza Sant' Angelo.

Il lato Est del palazzo, di cui solo il piano terra è originario del '600, accoglie gli altri due portali: il grande è meno lavorato rispetto a quello del lato Ovest, il piccolo, classico esempio di raffinato stile barocco, è identico a quello che si affianca al portale centrale.

I due portali di servizio si armonizzano bene con il portale principale in quanto le caratteristiche architettoniche e decorative sono simili; sono riccamente e finemente decorati; e tecnicamente ad arco policentrico a sesto ribassato.

Basalmente presenta due piedistalli simmetrici formati da due conci squadrati in pietra di Malta.

Il concio superiore ha dei ripiani scalpellati di forma tronco­conica, sull'ultimo dei quali poggia il piedritto.

Il piedritto, sempre in pietra di Malta, ha uno sviluppo lineare; la sua rigidità è interrotta da intelligenti intarsi di scalpellatura armonici e semplici.

Il capitello, formato da tre conci, sempre della stessa pietra, chiude il piedritto con una elaborazione artistica molto simile a quella del piedistallo.

L'arco di entrambi i portali di servizio, è formato da cinque conci in pietra di Malta di misura diversa; esso presenta due scanalature: una sottolinea l'intradosso, l'altra l'estradosso.

Il concio in chiave è finemente elaborato; nella parte superiore è scolpita una foglia di vite, in quella inferiore si trova una conchiglia; le due parti risultano separati da un elemento artistico a voluta. L'arco è contornato da rilievi del tutto simili al portale principale.

Tra l'arco e i mensoloni del balcone del piano superiore, si trova una finestra ellittica sottolineata da ricchi elementi decorativi a squame di pesce.

Lo stemma, che si trova racchiuso tra il timpano e l'architrave del balcone centrale è di forma rotondeggiante e risulta esternamente arricchito da armoniosi ed eleganti raffigurazioni libere ottenute con abilissimo gioco di scalpellatura e scalpellinatura.

Esso, diviso a metà nella parte centrale, porta incisa l'araldica della famiglia.

Nella parte superiore, tra due stelle a cinque punte, è collocata, ben rilevata, una chiave posta in posizione leggermente inclinata con un anello finemente elaborato che richiama dei motivi floreali; nella parte inferiore emerge un toro dalle corna a semi­luna, molto simile a quelli di razza maremmana.

Il significato allegorico è eloquente: il toro rappresenta la potenza, la chiave la sicurezza, le stelle la grandezza e lo splendore del casato.