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Palazzo Adonnino

Palazzo Adonnino

Il palazzo Adonnino è sito in Corso Vittorio Emanuele e presenta diverse aperture tra le quali due grandiosi portali, ai numeri civici 85 e 91. L'epoca di costruzione è imprecisata, forse quattrocentesca, ma nel XVIII secolo è stato profondamente ristrutturato, trasformato e ampliato con introduzione di decisi elementi barocchi. Il materiale usato nella costruzione dei due portali è la pietra di Comiso, tranne quella utilizzata per la parte arcuata dell’arco al civico 91, che è di natura calcarea.

Il prospetto dei livelli superiori dell'ala Sud del palazzo ha subito profonde manomissioni, modifiche stilistiche e strutturali. L'intera facciata, rivestita da basalto fino ad un'altezza di 1,3 m dal piano stradale si presenta maestosa ed imponente. In linea simmetrica al portale principale, sopra l'infisso in legno del livello superiore, si trova collocato lo scudo contenete lo stemma della famiglia Adonnino; esso presenta, centralmente, un leone rampante con una torcia tra le zampe anteriori e uno sfondo di fitte striature orizzontali.

 Lo scudo è sormontato da una corona a nove punte; in sottorilievo ci sono due bandiere per ogni lato, simmetriche e sostenute da aste incrociate, le cui parti centrali sono mancanti in quanto, rilevato, vi si trova lo scudo. Nella parte inferiore ci sono collocate le estremità delle aste porta bandiera, terminanti con una elaborazione a croce.

Alla base dello scudo si rileva una cascata, creata con raffinati giochi di scalpello; essa ha il duplice scopo di ornare e di richiamare l'attenzione visiva delle persone sullo stemma di famiglia, di cui gli Adonnino andavano fieri. Il portale al numero civico 85 presenta due pilastri rilevati di circa 12 cm rispetto ai piedritti e al filo del palazzo; esso è costruito con pietre squadrate rettangolari. Le parti superiori dei pilastri sono coperte per la lunghezza di circa 1   m. da due estroflessioni sotto le mensolette principali di sostegno, ognuna delle quali presenta un taglio pentagonale simile ad una marza di innesto.

I pilastri hanno uno sviluppo rigidamente lineare fino ad un'altezza di circa 4,50 m, in seguito costituiscono un tutt'uno con le due mensole principali di sostegno del balcone sopra il portale.

Se da un verso, questo sviluppo fornisce senso di imponenza al portale, d'altro canto lo rende monotono e stilisticamente rigido; questo non è tipico del barocco, probabilmente è un aspetto ereditato dall'arte quattrocentesca.

I balconi sono sostenuti da cinque mensolette che si incuneano tra le due mensole principali. Queste ultime si sostengono sui pilastri, sviluppandosi verso il basso fino all'altezza del concio in chiave, con armoniche forme e dinamica elaborazione sculturale. Le mensolette hanno un'originale conformazione a scala rovesciata e sono dotate di elaborazioni a zampa di leone.

Questo tema artistico è diffuso sui cornicioni del primo livello dell'intero palazzo e nelle angolature che delimitano gli infissi nella parte superiore dell'ala nord dell'edificio.

Tra una mensoletta e l'altra, ci sono delle elaborazioni lineari verticali nella parte superiore, orizzontali nella parte inferiore. Sul concio in chiave poggia la cornice che mette in risalto l'arco e si chiude nelle rilevazioni basali delle mensolette principali.

La forma del concio in chiave è tronco­conica rovesciata. Gli addobbi sculturali dell'intero prospetto settecentesco richiamano direttamente o indirettamente sempre lo stesso tema: il leone, simbolo del casato. L'arco, con una freccia di 1.43 m., è a tutto sesto ed è formato da conci a vista; esso poggia su due semi capitelli appena accennati e alti appena una decina di cm. I piedritti, semplici, rigidi e schematici, sono costruiti con blocchi di pietra rettangolari e si sviluppano per circa 2.80 m. e sono ampi 30 cm; la luce è di 2.86 m.

Le condizioni di questo portale sono pessime; la sua parte superiore è attraversata da numerosi fili elettrici aerei, sostenuti da due zanche metalliche che penetrano in profondità nelle pietre interne del portale stesso e sono tamponate con malta cementizia. Anche la presenza del portone di ferro, di recente installazione, mal si armonizza con l'insieme dell'opera.

Il portone centrale permette l'accesso ad un androne dotato di due grandiosi archi in pietra di Comiso, dalla luce di circa 5 m. Nel concio in chiave è collocato lo stemma della famiglia.

 

Fonte: "ARCHITETTURA CIVICA BAROCCA A LICATA – I PORTALI" a CURA DEGLI ALUNNI DELL’I.T.G “I.G. CURELLA” E DELL’I.P.I.A. “E. FERMI” - ANNO SCOLASTICO 1997/98