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Ipogeo Stagnone Pontillo

È il più enigmatico fra i monumenti ipogeici licatesi. Situato sulle pendici orientali di monte Sole, è ricavato in un affioramento roccioso calcareo oggi in parte obliterato da una strada moderna. La parte oggi visibile è costituita da un grande vano rettangolare (lunghezza m 15,75, larghezza 9,70, alt. 4,50) che sul lato NE si allarga in un piccolo ambiente rettangolare. Il prospetto principale è costituito da una facciata ricavata regolarizzando il costone roccioso nel quale si aprono due porte rettangolari e due finestre. L’ambiente interno ha il tetto piano con tre lucernari circolari, e che è sostenuto da due colonne ricavate nella roccia rastremate verso l’alto. Il singolare monumento è stato utilizzato fino in epoche recenti: l’uso come cisterna è desumibile dagli strati di intonaco idraulico che ricopre le pareti. La cronologia del primo impianto rimane incerta: aperte nello stesso masso roccioso sono alcune tombe a grotticella del Bronzo antico e, sulla sommità, alcune tombe a fossa rettangolare di epoca greca. Nessun confronto puntuale per il monumento in ambito locale. Risultano singolari le analogie con le tombe a camera sarde della fine dell’Eneolitico, le cosiddette domus de janas. I confronti sono particolarmente stringenti con la domus de janas di S. Andrea Priua Sassari, pressoché identico nella facciata d’ingresso e nella planimetria degli ambienti, di modulo rettangolare con tetto piano in cui si aprono gli ampi lucernari circolari. Anche le possenti colonne ricavate nella roccia ripetono il medesimo impianto circolare rastremato verso l’alto.

PIANTA